humamuljiiapril2013_1Il dispositivo qua a fianco porta il nome di Art Vendor, costruito nel 1999 e frutto della collaborazione fra un’artista pakistana (Huma Mulji – 1970 – Karachi) e un’artista indiana (Shilpa Gupta – 1976 – Mumbai).

Importante non solo per il significato che porta con sé, ma anche perché è in certo senso il risultato di una sinergia per nulla scontata, ricordiamo le tensioni accumulate negli anni fra i due paesi d’origine delle protagoniste.

Altro non rappresenta, apparentemente, che un semplice distributore automatico di sculture verdi a forma di cuore, in realtà è un’opera assai complessa che chiama in causa un discorso antico quanto l’arte stessa: il rapporto fra Mercato ed Arte. Da sempre l’arte è ad appannaggio delle sole classi ricche, uno status symbol, uno strumento che hanno le persone ricche per poter mostrare un livello culturale elevato. Negli ultimi anni alcuni artisti tentando di sovvertire questo sistema ormai pesante, creando un cortocircuito all’interno del sistema dell’arte stesso. Art Vendor è oltre un semplice distributore di opere d’arte a prezzo modico, è esso stesso un’opera d’arte come inconsapevolmente o meno sono parte del complesso le persone che acquistano la mercanzia offerta dal macchinario.

pietroiusti e arientiArtisti come Pietroiusti (1955 – Roma) in Italia, da anni producono opere d’arte relazionale in cui lo spettatore è chiamato a prender parte all’opera stessa, talvolta prestando banconote come nel caso della fortunata collaborazione con Stefano Arienti (Asola – 1961) per l’opera Disponibilità della cosa, esposta al Mambo (Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Bologna) fra il 2008 ed il 2012, ogni prestatore è rientrato in possesso del denaro prestato. PietroiustiRicordiamo sempre di Cesare Pietroiusti l’opera Senza Titolo del 2009 composta da 3000 fogli bianchi numerati e firmati, distribuiti gratuitamente fra i visitatori dell’esposizione, recanti una dicitura (simile a quella di un contratto) secondo la quale l’artista si impegna a disegnare su ognuno di essi nel periodo che intercorre fra il 4 agosto ed il 4 ottobre 2016. Opere a tutti gli effetti gratuite che costituiscono una delle caratteristiche predominanti della produzione di questo artista sui generis.

L’opera dalla quale siamo partiti in un certo senso si contrappone ed è allo stesso tempo superamento dell’ideologia che sta alla base dell’operazione messa in atto da Yang Zhenzhong, Song Dong e Yin Xiuzhen nel 1999 al quarto piano di un noto centro commerciale di Shanghai, l’evento Supermarket: Art for Sale, non solo si proponeva di immettere nel circuito della vita quotidiana del popolo cinese l’arte contemporanea, ma tenta di entrare in maniera eclatante nel mercato dell’arte.

Sotto l’opera di Song Dong Broken Mirror e l’opera di Yin Xiuzhen Beijing 1999.

La scelta di un supermercato e non di una galleria è molto potente, questi luoghi o per meglio dire “non luoghi” richiamando le teorie di Marc Augé sono le nuove cattedrali, all’interno delle quali si svolgono i riti per la venerazione del nuovo Dio, il denaro. Le opere rimasero in mostra per soli 3 giorni prima che la polizia chiuda l’esposizione, ma la risonanza di questo evento avrà ripercussioni sull’intero pianeta, In Cina qualcosa è cambiato!





L.B.M.

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